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NAIHANCHI SHODAN

Origine: Dal nome della posizione Naihanchi dachi, parte interna che si muove, né esistono 3 (Naihanchi-shodan, Naihanchi-nidan e Naihanchi-sandan) sviluppati da Choki Motobu e basati sui movimenti del primo. Tipici dello Stile Shuri te d' Okinawa, sono l' eredità dell' antico Karate che, molto prudente, esaltava i movimenti di scarsa ampiezza ma eseguiti seccamente. Il Maestro Funakoshi li chiamò Tekki per lo Shotokan dove sono attualmente eseguiti in Kiba dachi, cavaliere di ferro. Il Maestro Hironori Otsuka, per il suo Wado Ryu, riprese l' antico nome di questo kata, fra i suoi preferiti insieme ai 5 Pinan, Chinto, Kushanku e Seishan. Si possono trovare scritti anche Naifanchi.

Tecnica: Naihanchi Shodan è composto di due parti simmetriche, mentre Nidan e Sandan lo sono in gran parte. I piedi sono leggermente convergenti e le ginocchia un po' piegate per permettere la torsione superiore del corpo, perché nonostante la posizione sempre frontale, il busto e la testa girano spesso. Il kata si svolge, con spostamenti laterali limitati, interamente sull' asse trasversale. La posizione deve essere sempre forte. La tensione è sempre concentrata nel ventre (Tandem o Hara), e convergente nelle gambe; per questo anche nello Shotokan antico la posizione era meno aperta che adesso. Il corpo è sempre perfettamente in asse. Questi kata hanno un ritmo molto dinamico. Si ha l' idea di un combattimento contro avversari di fianco e frontali, con nessun attacco alle spalle.